7-17|8|2019 Locarno72 Un Festival che sempre si rinnova

L’edizione 71, l’ultima di Chatrian ci ha offerto una scelta molto ampia e intrigante di film, perciò non è stato sempre facile decidere cosa vedere. Come ogni anno ci siamo focalizzati sulle preziose pellicole di Open Doors, sezione dedicata alla scoperta e alla promozione di giovani artisti provenienti dal sud del mondo, come l’affascinante noir buddista  MUNMO TASHI KHYIDRON (Honeygiver Among the Dogs) primo lungometraggio della giovane regista Dechen Roder, ambientato in Buthan.  

 

 

Quest’anno Locarno Festival 2019 si aprirà con la nuova direttrice artistica, Lili Hinstin e il suo team. Hinstin desidera rafforzare il cinema notturno in Piazza grande con uno sguardo particolare verso i giovani, proponendo una nuova sezione di mezzanotte. Il programma completo sarà svelato dopo metà di luglio, durante la tradizionale conferenza stampa. Già si sa che Locarno72 si aprirà il 7 di agosto con MAGARI, opera prima di Ginevra Elkann. La regista sarà accompagnata dai protagonisti Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio. Il film racconta la storia negli anni ‘90 di tre fratelli, figli di divorziati. La chiusura del festival spetterà al film giapponese di Kiyoshi Kurosawa, TABI NO OWARI SEKAI NO HAJIMARI (The end of the earth). Il Maestro del thriller del Sol levante racconterà tra sogno e burlesco il viaggio di Yoko, presentatrice tv che cerca di catturare con la sua troupe, lungo la Via della Seta, un pesce mitologico.

Tibet Attualità giugno-luglio 2019
Articolo sul 72. Locarno Festival
72 Locarno Festival TA Giugno-Luglio 201
Documento Adobe Acrobat 1.1 MB

Dechen Roder nella sezione Open Doors 2018 con la sua opera prima, il noir Munmo tashi hhyidron - Honeygiver Among The Dogs

Ambientato in un remoto Buthan, in cui si fondono buddismo, intrighi, leggende e tradizioni donando al thriller una magica atmosfera, la giovane regista riesce a immergerci nell'incanto senza mai banalizzare la tensione creata. 

E' la storia drammatica della misteriosa sparizione di una monaca, forse dovuta alla troppa vicinanza con una bella donna, ritenuta essere un demone.

Lo sguardo verso l'Altro | 71° Locarno Festival   1-11|8|2018

Articolo sul 71.Locarno Festival
Tibet attualità luglio 2018.pdf
Documento Adobe Acrobat 976.5 KB

Tibet Film Festival - Shortfilm Competition 2018

“Re-imagining the Roof of the World”

 

Be there and submit your short film by September 7,2018.

il Tibet Film Festival si è presentato a Locarno il 5 agosto 2017

 

In occasione del 70. Locarno Festival, il Tibet Film Festival di Zurigo e Dharamsala si è presentato. Desideroso di farsi conoscere dal pubblico locarnese ha proiettato il corto"Royal Café" della regista tibetana Tenzin Dazel (Parigi).

il Tibet Film Festival, il più antico festival del cinema Tibetano, è diventato un luogo di incontro tra creativi registi Tibetani e un gruppo appassionato di aspiranti registi, seguiti da un attento pubblico.

 

I Tibetani condividono con molte altre persone il destino dell'oppressione, della discriminazione,

della confusione culturale nel mondo moderno, così come quello di essersi sparpagliati in tutto il

mondo per fuggire da un paese che non era più il loro. II film tibetani sono dei riflessi artistici di

questa situazione. La missione del Tibet Film Festival è di sostenere questi registi offrendo loro una

 piattaforma e condividendo il loro talento in tutto il mondo.

 

Comunicato stampa, tema : SOGNO-DREAM
Press-Release-TFF-2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 29.6 KB

dal 2 al 12 agosto 2017

Le novità 2017

 il Palazzo del cinema con le sue tre nuove sale, il rinnovato ex Cinema Rex, riportato all’antico splendore ora sarà il Gran Rex Auditorium Leopard Club, la Rotonda gestita per il secondo anno dal Festival e una nuova piattaforma di discussione e scambio, i Locarno Talks. Per questa prima edizione i “colloqui di Locarno” si svolgeranno dal 6 all’11 agosto, avranno come ospiti Carla Del Ponte, commissaria ONU, Diébédo Francis Kéré, rinomato architetto, Peaches, cantante e artista, Ben Moore, astrofisico. Il tema sarà la “Casa” in tutte le sue accezioni, tema che tocca da vicino chi ha dovuto fuggire dalla propria casa, paese, nazione e la gioia di potersi sentire di nuovo a casa altrove. Anche quest’anno bisognerà andare alla ricerca delle chicche che come sempre il Locarno Festival ci regala. La sezione non competitiva Open Doors presenterà una selezione di film provenienti dallo Sri Lanka, Maldive, Afganistan e Pakistan. L’anno scorso erano presenti i registi e attori del Bhutan. Tra questi un corto interessante della giovane regista Dechen Roder, Lo Sum Choe Sum, ovvero il «ritiro di tre anni e tre mesi», tradizionale pratica spirituale di meditazione buddhista in cui ci si ritira dalla vita mondana. Qui una giovane donna durante un tragitto viene arrestata. Dopo il lungo periodo di detenzione, ritorna alle radici, nel luogo dove ingiustamente è stata ferita come donna, alla ricerca della serenità. Dal paese più felice al mondo è stato presentato anche Hema Hema, sing me a song while I wait, l’ultimo film del regista e monaco Khyentse Norbu, già assistente di Bertolucci sul set del Piccolo Buddha e conosciuto mondialmente per quel piccolo gioiello di film “la coppa”.

In un punto imprecisato nel profondo della foresta del Bhutan si svolge ogni dodici anni un raduno di uomini e donne scelti dall’Anziano affinché possano godere qualche giorno di anonimato. Silhouette mascherate prendono parte a riti, performance e danze. Privati della riconoscibilità del volto, uomini e donne si concedono atteggiamenti lascivi, giocosi e arditi. Un uomo partecipa all’evento per la prima volta e vi si approccia con lo spirito di un neonato. I primi giorni è molto impacciato ma si adatta rapidamente, e quando scorge la Divinità Rossa ne rimane totalmente stregato. Il suo desiderio però lo condurrà su una china molto pericolosa.

Il regista é stato accusato di aver utilizzato maschere religiose e sacre in modo "improprio", così il film di Khyentse Norbu è stato censurato in Bhutan.

 

                                                 

 

Documentario Dalai Lama- Enlightened

Per gli amanti dell’Asia, anche quest’anno il 69° Festival del Film di Locarno proporrà nella sezione Open Doors, con il sostegno della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri, delle selezioni provenienti da Nepal, Buthan, Balglaseh e Myanmar, offrendo  spazio a registi emergenti.

Dalai Lama Awakening - documentario di Khashyar Darvich

DIFF 2015 Dharamshala International Film Festival  5 - 8.11.2015


Dharamshala International Film Festival

“Been to many festivals- but the spirit behind the organisation of DIFF is absolutely unique. I have never been to a festival that runs its engine on the passion of everyone that comes in contact with it. Over 60 volunteers made a festival in Dharamshala possible- a town without a single cinema screen. They have already done three years- and they are good for the next thirty I believe. Bravo!”
Rajat Kapoor, Director Ankhon Dekhi


The sun beaten path di Sonthar Gyal

ll cinema Tibetano si è finalmente presentato nel 2011 al Festival Internazionale del film di Locarno con una piccola perla, The sun beaten path, una sorta di road movie, in cui il giovane protagonista Nyima, che casualmente ha provocato la morte della madre, si ritrova a ripercorrere la strada di ritorno dal suo pellegrinaggio a Lhasa, come in una sorta di percorso liberatorio.   

Il film riesce con poesia e pochi mezzi a parlarci della complessa realtà dei giovani Tibetani  che  si  ritrovano  a   dover   coniugare  non senza difficoltà  le tradizioni   culturali del loro popolo e gli inevitabili cambiamenti che travolgono  la società .

Himalaya l'infanzia di un capo di Eric Valli

E’ un film del 1999 diretto da Éric Valli. Fu nominato all'Oscar al miglior film straniero.

Eric Valli ha vissuto a lungo tra i tibetani, coi quali ha maturato l'idea di scrivere un affresco della loro cultura, affinché non venga dimenticata. Dagli abitanti del olpā, tale film è considerato il loro namdar, che in tibetano significa "libro delle memorie".