Per gli amanti dell’Asia, anche quest’anno il 69° Festival del Film di Locarno proporrà nella sezione Open Doors, con il sostegno della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri, delle selezioni provenienti da Nepal, Buthan, Balglaseh e Myanmar, offrendo  spazio a registi emergenti.

69° Festival Internazionale del Film Locarno

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Giovani registi emergenti dell'Asia nella sezione Open Doors
TA giugno luglio 2016 Festival.pdf
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DIFF 2015 Dharamshala International Film Festival  5 - 8.11.2015


Dharamshala International Film Festival

“Been to many festivals- but the spirit behind the organisation of DIFF is absolutely unique. I have never been to a festival that runs its engine on the passion of everyone that comes in contact with it. Over 60 volunteers made a festival in Dharamshala possible- a town without a single cinema screen. They have already done three years- and they are good for the next thirty I believe. Bravo!”
Rajat Kapoor, Director Ankhon Dekhi


The sun beaten path di Sonthar Gyal

ll cinema Tibetano si è finalmente presentato nel 2011 al Festival Internazionale del film di Locarno con una piccola perla, The sun beaten path, una sorta di road movie, in cui il giovane protagonista Nyima, che casualmente ha provocato la morte della madre, si ritrova a ripercorrere la strada di ritorno dal suo pellegrinaggio a Lhasa, come in una sorta di percorso liberatorio.   

Il film riesce con poesia e pochi mezzi a parlarci della complessa realtà dei giovani Tibetani  che  si  ritrovano  a   dover   coniugare  non senza difficoltà  le tradizioni   culturali del loro popolo e gli inevitabili cambiamenti che travolgono  la società .

Himalaya l'infanzia di un capo di Eric Valli

E’ un film del 1999 diretto da Éric Valli. Fu nominato all'Oscar al miglior film straniero.

Eric Valli ha vissuto a lungo tra i tibetani, coi quali ha maturato l'idea di scrivere un affresco della loro cultura, affinché non venga dimenticata. Dagli abitanti del olpā, tale film è considerato il loro namdar, che in tibetano significa "libro delle memorie".