TICINO TIBET

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THE MONK AND THE GUN - C’ERA UNA VOLTA IN BHUTAN

Regia: Pawo Choyning Dorji  (Bhutan)

 

Cosa ci fa un lama con un fucile?

"Volevo che i personaggi del Lama e del monaco nel film personificassero la venerazione bhutanese per la cultura e le tradizioni del buddhismo. Una personificazione in cui c'è così tanto rispetto per la disciplina, che la gente rurale non sussulterebbe di fronte all'audacia di un monaco con un fucile." 

 

Il ritorno come regista del giovane Pawo Choyning Dorji  con il suo nuovo film "C'era una volta in Bhutan",

Rracconta l’emozionante storia di un giovane insegnante che verrà mandato a insegnare nella scuola più remota al mondo, quella del piccolo villaggio di Lunana. Il film è stato girato tra i meravigliosi paesaggi del Bhutan, con protagonisti i bambini e gli abitanti del villaggio.

Distributore in italia: Officine UBU

 

Il giovane regista, fotografo e scenegiattore butanese è conosciuto per il suo fim "Lunana - Il villaggio alla fine del mondo"(Lunana: A Yak In The Classroom), già candidato all'Oscar come miglio film internazionale. 

Pawo Choyning Dorji  è anche il produttore del film del regista/monaco Khyentse Norbu "Hema Hema – Sing me a song while I wait". Il film è stato proiettato in prima Mondiale nel 2016 al Locarno Film Festival

 

"Hema Hema – Sing me a song while I wait"   

Regia  Khyentse Norbu

Prima mondiale al Locarno Festival 2016 - Sezione Open Doors


La regista, critica cinematografica e sinologa Ulrike Koch ci ha lasciati



Diritti Umani alla base delle relazioni con la Cina

CARTA DI IMPEGNO POLITICO

Le persone firmatarie si impegnano a:

• Proteggere i Diritti Umani, esigere il rispetto delle libertà di pensiero, coscienza e di religione

• Prendere posizione in modo chiaro e fermo per condannare le violazioni dei Diritti Umani da

parte del Partito Comunista Cinese ai danni in particolare della popolazione Uigura e Tibetana

e di altri gruppi discriminati.

• Tematizzare le intromissioni del PCC nelle questioni religiose, linguistiche e culturali delle di-

verse comunità.

• Promuovere contatti occasionali con rappresentanti, persone che difendono i Diritti Umani, e

organizzazioni non governative che rappresentano la popolazione Uigura, Tibetana e altri grup-

pi perseguitati, in particolare in occasione di visite ufficiali o ricorrenze.

• Promuovere scambi culturali con le comunità oppresse in Cina e in Tibet e con Taiwan.

• Coinvolgere e consultare istituzioni che rappresentano le minoranze discriminate prima di ela-

borare nuovi accordi, strategie e trattati con il PCC o che riguardano il governo cinese

 

Contrastare la propaganda cinese

• Prendere posizione contro le infiltrazioni e le pressioni esercitate dalle autorità del governo

cinese e del PCC in Svizzera.

• Proteggere la diaspora uigura e tibetana, così come le attiviste e gli attivisti in Svizzera.

• Promuovere una maggior competenza e migliori norme sulla trasparenza presso media,

aziende, università e magistratura a proposito delle modalità di infiltrazione e spionaggio

operate dal governo cinese e dal PCC.

• Pubblicare e divulgare i risultati e i programmi del dialogo sui Diritti Umani tra le autorità

svizzere e autorità cinesi.

• Abolire ogni accordo di Polizia con le autorità cinesi.

• Ancorare la verifica del rispetto dei Diritti Umani nei territori oggetto di gemellaggio fra cit-

tà svizzere e città cinesi (con carattere retroattivo).

• Promozione della lotta contro lo spionaggio del PCC in territorio svizzero, in particolare nel-

le aziende, nelle università e nei centri di ricerca.

 

Perseguire le violazioni dei Diritti Umani

• Revisione dell’Accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Cina inserendo la clausola di pro-

tezione dei Diritti Umani, il divieto dei lavori forzati e l'obbligo di consentire controlli da parte

di autorità indipendenti

• Esigere indagini indipendenti e il perseguimento delle violazioni dei Diritti Umani.

• Promuovere l'introduzione rapida di meccanismi più efficaci per la verifica del rispetto dei Di-

ritti Umani da parte di istituzioni e autorità.

• Sensibilizzare le aziende svizzere ai rischi in caso di investimenti connessi ad investimenti in

Cina

 

Ridurre la dipendenza e rinforzare la responsabilità delle imprese

• Sostenere la necessità di ridurre la dipendenza economica e commerciale dalla Cina in partico-

lare in quegli ambiti in cui vi sono chiare prove di violazioni dei Diritti Umani, impiego di lavoro

forzato e lavoro minorile.

• Promozione della legge federale per la verifica degli investimenti stranieri.

• Esigere maggiori controlli sugli investimenti e sugli accordi commerciali per evitare di alimenta-

re filiere che implicano violazioni dei Diritti Umani.

• Promozione presso le aziende svizzere di verifiche delle catene di fornitura e di smaltimento

per evitare il commercio con prodotti che implicano lavoro forzato e lavoro minorile.

• Migliorare i meccanismi di controllo e tracciamento dei prodotti e degli investimenti per evita-

re ogni forma di lavoro forzato o minorile.

 

Persone che hanno firmato, in ordine alfabetico:

- Beppe Savary-Borioli,Verdi del Ticino- Forum Alternativo

- Carlo Lepori, gia Gran Consigliere PS

- Carlo Sommaruga , Conseiller aux Etats - Canton de Genève

- Carlo Zoppi, Consigliere Comunale di Lugano, PS

- Claudia Cappellini, già Consigliera Comunale di Savosa,Verdi

- Danilo Baratti, Consigliere comunale Lugano,Verdi

- Daria Lepori, Gran Consigliera, PS

- Deborah Meili, Consigliera Comunale di Lugano,Verdi

- Francesca Machado, già consigliera comunale di Locarno,Verdi

- Gianluca Padlina, Gran Consigliere, Il Centro

- Giorgio Fonio, Gran Consigliere e Consigliere Nazionale, Il Centro

- Laura Ferrario, Consigliera Comunale di Lugano,Verdi

- Maddalena Ermotti-Lepori, Gran Consigliera, il Centro

- Marco Noi, Gran Consigliere,Verdi

- Marco Rudin, Presidente comitato Verdi del Ticino e consigliere comunale a Tesserete,Verdi

- Marisa Mengotti, Consigliera comunale Lugano,Verdi

- Mattea David, Gran Consigliera, PS

- Matteo Quadranti, Gran Consigliere, PLR

- Melitta Jalkanen, Consigliera comunale Lugano,Verdi

- Morena Ferrari Gambia, Consigliera comunale Lugano, PLR

- Nara Valsangiacomo, Gran Consigliera,Verdi

- Niccolò Castelli, già Consigliere comunale Lugano,Verdi

- Roberta Passardi, Gran Consigliera, PLR

- Sabrina Gendotti, Gran Consigliera, il Centro

- Yannick Demaria, Gran Consigliere, PS

 

 

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Carta diritti umani in Cina
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Giovedì 22.02.2024  hanno arrestato un centinaio di monaci tibetani e altre persone di etnia tibetana nella provincia sudoccidentale del Sichuan per reprimere le proteste contro un imponente progetto di diga che distruggerebbe sei monasteri buddisti e costringerebbe spostamento di villaggi. -Fonte Radio Free Asia.

 


#TIVEDO - SHARP EYES ON CHINA

da domenica 18 a sabato 24 febbraio 2024

10:00-20:00

Asilo Ciani Lugano - Switzerland

l filo conduttore delle diverse attività proposte, sarà la mostra “L’architettura della detenzione” già proposta alla Biennale di Venezia 2023 ed il cui tema nasce da un’inchiesta che ha vinto il Premio Pulizer 2021; il focus degli eventi, ovviamente, è la salvaguardia e la tutela dei Diritti Umani.

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Ripresa del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e la Cina

4 .07.2023

Il dialogo sui diritti umani deve mostrare progressi tangibili!

Comunicato Stampa delle ONG per i diritti umani nei confronti della Cina - 4 luglio 2023

 

La Svizzera e la Cina hanno ripreso oggi il dialogo bilaterale sui diritti umani. Questo era stato sospeso nel 2019 dalla Cina a seguito delle preoccupazioni espresse dal nostro Paese sui diritti umani in Cina nel contesto delle discussioni alle Nazioni Unite. Il Governo svizzero aveva rivolto un invito a 5 ONG svizzere indipendenti per i diritti umani, nonché a rappresentanti uiguri e tibetani, per uno scambio con la delegazione cinese sulla questione dei diritti umani in Cina e in Svizzera. L'invito è stato successivamente ritirato a seguito di quello che appare come un veto cinese.  

"Le nostre organizzazioni condannano fermamente il rifiuto da parte della Cina di incontrare questi cinque gruppi per i diritti umani nell'ambito del dialogo con la Cina sul tema", ha dichiarato Alexandra Karle, direttrice di Amnesty Svizzera.

 

"La Cina utilizza i dialoghi bilaterali per presentarsi come 'attore costruttivo' in materia di diritti umani. Rifiutando di incontrare la società civile indipendente, il governo cinese ha rifiutato una rara opportunità di dimostrare che è pronto per conversazioni difficili con gli attori che criticano il suo operato in materia di diritti umani", ha dichiarato Raphael Viana David del International Service for Human Rights.

"I dialoghi bilaterali sui diritti umani, che siano tra Svizzera e Cina o qualsiasi altra combinazione di Stati, non dovrebbero mai essere fini a sé stessi. Il loro valore dovrebbe essere misurato in termini di progressi concreti che sono in grado di realizzare nel campo dei diritti umani", ha affermato Thomas Büchli della Società Amicizia svizzero-tibetana.

 

"Per garantire un impegno significativo nei futuri dialoghi sui diritti umani, è essenziale che la Svizzera valuti in modo indipendente la sua efficacia in tali discussioni e dimostri un impatto concreto. Questo dovrebbe includere parametri di riferimento chiari, come una valutazione dell'attuazione delle raccomandazioni delle Nazioni Unite in materia di diritti umani", ha affermato Rizwana Ilham dell'Associazione Uiguri Svizzera.

 

L'iniziativa del Governo svizzero di includere i rappresentanti della società civile è un passo positivo. Tuttavia, se verranno organizzati dialoghi futuri, una partecipazione significativa della società civile indipendente avrebbe maggiori probabilità di garantire la libertà di espressione.

 

Amnesty International

International Service for Human Rights

Società per i Popoli Minacciati

Società Amicizia svizzero-tibetana

Associazione Uiguri Svizzera

Zhang Zhan, Rinchen Tsultrin, Li Qiaochu, Ilham Tohti e Gao Zhisheng sono perseguiti per aver espresso le proprie opinioni© Adrien Stanziani /  Amnesty International Gennaio 2022


Amnesty International

 

  •  I dati sull'uso della pena di morte in Cina continuano ad essere classificati come segreto di Stato, fatto che rende impossibile una verifica indipendente. In Cina, la pena di morte rimane applicabile a 46 reati, compresi i reati non letali che non soddisfano la soglia dei "crimini più gravi" secondo la legge e gli standard internazionali.
  • La situazione relativa alla libertà di riunione pacifica è peggiorata drasticamente a Hong Kong dopo l'approvazione della Legge sulla Sicurezza Nazionale (NSL), nel 2020. Le autorità utilizzano sempre più spesso le accuse di "sedizione" risalenti all'epoca coloniale per colpire l'attivismo pacifico. L'avvocato e attivista Chow Hang-Tung, uno degli attivisti accusati ai sensi della NSL, è stato preso di mira per aver commemorato pacificamente l'anniversario della repressione di Tiananmen. Nel maggio 2023, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha concluso che la detenzione di Chow Hang-Tung era arbitraria e contraria al Patto internazionale sui diritti civili e politici.
  • I difensori dei diritti umani continuano ad assistere alla limitazione del loro campo d'azione in Cina. Le autorità cinesi hanno recentemente intensificato la repressione della libertà di espressione. L'avvocato per i diritti umani Chang Weiping e l'attivista femminista Li Qiaochu sono stati entrambi arrestati dopo aver denunciato atti di tortura commessi dalle autorità cinesi. L'8 giugno 2023, Chang Weiping è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere per "sovversione del potere statale", a seguito di un processo tenutosi a porte chiuse nel luglio 2022.

 4.07.2023

Società Amicizia svizzero-tibetana

A proposito di diritti umani violati in Cina:

  • L'internamento di scolari tibetani dall'età della scuola dell’infanzia in collegi gestiti dalla RPC. Questa pratica è stata confermata, tra l'altro, nei rapporti delle Nazioni Unite sui diritti umani in Cina (Relatori speciali delle Nazioni Unite, Comitato per i Diritti Umani e Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne). Alla Cina è stato chiesto di porre fine a questa pratica e di autorizzare le scuole tibetane private.
  • La Cina sta raccogliendo sistematicamente campioni di DNA in Tibet, al fine di creare un database nazionale del DNA. Riceve il sostegno dell'azienda americana Thermo Fisher, che fornisce contenitori per i campioni e attrezzature per l'analisi.
  •  Controllo degli affari religiosi in Tibet da parte del Partito Comunista della RPC. L'11esima incarnazione del Panchen Lama identificata dal 14esimo Dalai Lama, Gedhun Choekyi Nyima, all'epoca di 6 anni, scomparve senza lasciare traccia in Tibet nel maggio 1995, insieme alla sua famiglia. A tutt'oggi, il governo della Repubblica Popolare Cinese si rifiuta di fornire qualsiasi informazione sulla sua sorte. Invece, un ragazzo compiacente con il governo è stato insediato come Panchen Lama senza alcuna legittimità. Il calcolo della RPC è chiaro: un giorno dovrà riconoscere l'incarnazione di un Dalai Lama sotto il suo controllo.

Thomas Büchli, Presidente Società Amicizia svizzero-tibetana

4.07.2023

Associazione Uiguri Svizzera

  •  Il rapporto dell'OHCHR sulla situazione dei diritti umani nella regione uigura ha concluso che il governo cinese potrebbe commettere gravi violazioni internazionali dei diritti umani e crimini contro l'umanità contro gli uiguri e altri popoli turchi. Milioni di Uiguri sono detenuti arbitrariamente in campi di internamento. Sono sottoposti a torture fisiche e psicologiche, stupri, sterilizzazioni forzate e altre gravi violazioni dei diritti umani. Queste gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani sono rese possibili da un sistema di sorveglianza basato sulla tecnologia, che include la raccolta di grandi quantità di dati biometrici sulla maggior parte della popolazione uigura. Per questo motivo, 11 parlamenti, tra cui Francia e Regno Unito, hanno definito i crimini del governo cinese come (ad alto rischio di) genocidio.
  • - Inoltre, milioni di Uiguri sono costretti a lavorare dallo Stato. Vengono trasferiti in fabbriche al di fuori e all'interno della regione uigura come parte di un programma di incentivi statali. Rapporti approfonditi hanno dimostrato che i prodotti del lavoro forzato degli Uiguri entrano nelle catene di approvvigionamento dei principali gruppi internazionali. I settori del cotone, dell'energia solare e dell'automobile sono particolarmente colpiti dal lavoro forzato degli uiguri.
  • - Le donne uigure sono costrette dal governo cinese a sottoporsi a sterilizzazione o ad altre misure di prevenzione delle nascite. I sopravvissuti ai campi hanno riferito di gravi conseguenze sanitarie e psicologiche causate da queste misure. Un'analisi dei dati ufficiali cinesi, condotta dal ricercatore Dr. Adrian Zenz, ha dimostrato che il tasso di natalità è diminuito notevolmente in alcune regioni uigure.

Rizwana Ilham, Presidente, Associazione Uiguri Svizzera

 4.07.2023



Cinema   -   Cinema   -   Cinema


Addio a Pema Tseden regista tibetano

Il Tibet piange la sua miglior voce cinematografica

Pema Tseden, famoso regista, sceneggiatore e professore della Scuola di Cinema della China Academy of Art, è morto a soli 53 anni, a Lhasa, in Tibet, dove stava lavorando ad un nuovo film Singpangtra, nelle prime ore dell'8 maggio a causa di un problema cardio circolatorio.

Pema Tseden ha ispirato una nuova generazione di tibetani a esplorare il cinema come linguaggio di creazione dell'identità e ha motivato i registi tibetani di tutto il mondo a padroneggiare il loro mestiere come strumento per condividere con il mondo una prospettiva distintamente tibetana.

"In una situazione difficile come quella del Tibet e con pochissimi registi tibetani in esilio, Pema Tseten si è assunto la responsabilità di realizzare film basati sulla situazione reale del Tibet e sui cambiamenti in atto", ha dichiarato Tenzin Sonam, regista tibetano con sede a Dharamsala, in India. (leggi di più)


Locarno76 - dal 2 al 12 agosto 2023

Open Doors festeggia 20 anni

Da 20 anni, Open Doors sostiene la produzione di film provenienti da regioni in cui fare cinema indipendente è particolarmente difficile. Fornendo formazione, condivisione di conoscenze e sostegno, oltre a opportunità di networking e di proiezione, l'iniziativa Open Doors è pensata per accompagnare i registi in ogni fase del loro percorso creativo. Siamo orgogliosi di contribuire a valorizzare queste voci vitali e siamo lieti di vedere così tanti ex allievi di Open Doors ottenere riconoscimenti e consensi internazionali. Tra questi, quattro film selezionati per il Festival di Cannes di quest'anno: If Only I Could Hibernate di Zoljargal Purevdash (Un Certain Regard), Tiger Stripes by Amanda Nell Eu (Semaine de la Critique), In Flames di Zarrar Kahn e Inside the Yellow Cocoon Shell di Thien An Pham (both in the Quinzaine des Réalisateurs)!                         



il Pardo Verde del WWF al documentario di Nikolaus Geyrhalter a Locarno 75

Matter out of place

 

"Tutto ciò che produciamo o usiamo, prima o poi finisce per diventare spazzatura"

Il regista austriaco Nikolaus Geyrhalter segue la spazzatura in tutto il pianeta e mostra la lotta senza fine delle persone per sbarazzarsi di questa enorme quantità di spazzatura. "Tutto ciò che produciamo o usiamo, prima o poi finisce per diventare spazzatura".

Una fila infinita di camion riempiti fino all’orlo di spazzatura si avvia verso un interramento di rifiuti da qualche parte nel Sud dell’Asia. Riconosciamo il Nepal, Kathmandu dove lavoratori in risciò portano tra le strette vie della città la spazzatura ai camion che in fila uno dopo l'altro li trasportano alla discarica e poi bruciati. 

 

Da questa montagna di pattume si passa ad una cima alpina vallesana, dove si vedono da lontano gli sciatori che attraversano la neve immacolata. Dall’alto dell’impianto sciistico, un camion dell’immondizia è trasportato sotto una funivia verso il paesino in fondo, galleggiando nell’aria in un momento di poesia surreale. 

 

Da qui si arriva in un resort di lusso ai tropici, dove l’estetica da cartolina è rovinata da mucchi di plastica che emergono dall’acqua in mezzo alle palme. 

Lo sguardo poi va verso i volontari, gli attivisti, verso i lavoratori, ma comunque tutto ciò che non è biodegradabile rimane, ci contamina.

 

Il fiilm documentario in concorso al 75 Locarno FilmFestival ha vinto il PARDO VERDE WWF 2022 come  film che meglio riflette la tematica ambientale tra tutte le sezioni competitive del Festival


Il Pardo è sempre più GREEN

Locarno Green Project: il Pardo Verde WWF, sarà assegnato all’opera in concorso al Festival che meglio rifletterà una tematica ecologica, offrendo al pubblico interpretazioni nuove e stimolanti, che ispirano il cambiamento



LaRegione 15.10.2021


di Tenzin Kalden (2019) India

Light a candle

dedicato al Tibet a cui seguirà un dibattito con il presidente della Tibetan Community in Switzerland e Lichtenstein Karma Choekyi, la giornalista Francesca Marino ed il Prof. Dr. h.c. Paolo Bernasconi, moderato da Peter Schiesser.

PETIZIONE AL MUNICIPIO DI LUGANO

... e tu? Non essere complice

Clicca qua sul nuovo sito freechina.ch

 

Petizione

Lugano città sostenibile


Petizione del sito freechina.ch Nel suo comunicato datato 28 luglio 2021, il Municipio riferisce dei buoni rapporti con l’Ambasciatore della Cina in Svizzera e con le tre Città cinesi gemellate con Lugano.

In conformità con la campagna di promozione degli obbiettivi dell’agenda ONU, per il raggiungimento dei traguardi del n.16 Pace e Giustizia e in virtù dei buoni rapporti tra il municipio e l’ambasciatore cinese in Svizzera; i sottoscritti invitano il Municipio di Lugano a far pervenire con urgenza una lettera all’Ambasciata cinese a Berna e agli organi responsabili delle Città di Hangzhou, Shenzhen e il Distretto di Shaoyang di Pechino con la richiesta di collaborare ad ogni iniziativa volta allo scopo di:

  • Riprendere i colloqui sui Diritti Umani con la Confederazione interrotti unilateralmente dalla Cina due anni orsono.
  • Liberare le centinaia di migliaia di persone appartenenti alle minoranze etniche e religiose e i dissidenti politici che sono rinchiusi senza processo nei campi di concentramento in Cina, in Tibet e in Mongolia.
  • Cessare immediatamente la distruzione di chiese, pagode e moschee e ristabilire la libertà di religione e di culto in Cina, in Tibet e in Mongolia.
  • Riconsegnare alle proprie famiglie tutti i minorenni internati in campi di rieducazione.
  • Risarcire le vittime di tortura e di stupro subiti nei campi di concentramento e punire i responsabili.
  • Informare le famiglie dei dettagli tra cui data e motivi del decesso delle persone internate nei campi di concentramento.
  • Cessare l’utilizzo dei lavori forzati in Cina in conformità delle Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro.
  • Interrompere ogni attività di spionaggio nei confronti delle persone rifugiatesi in Svizzera per sfuggire alle persecuzioni in Cina,Xinijang,Tibet,Hong Kong e Mongolia.

 


Interrogazione al Municipio di Lugano

settembre 2021- primo firmatario Niccolò Castelli, Verdi Ticino



Accordo segreto tra Svizzera e Cina

Dal 2015 agenti segreti cinesi indagano per stabilire l'identità dei cinesi che risiedono in Svizzera con il beneplacido -segreto- delle nostre aiutorità.

Le persone nel mirino sono soggetti cui è stato negato l'asilo, ad esempio sans-papiers Tibetani o Uiguri.

 

l’accordo in vigore permette a funzionari cinesi di entrare in Svizzera per un periodo di due settimane, durante il quale non viene resa ufficiale la loro presenza. In questo periodo, i funzionari possono indagare e interrogare cittadini cinesi che si trovano in Svizzera illegalmente, e che poi possono essere espulsi e rimandati in Cina in collaborazione con la SEM.

 

Il portavoce della SEM ha dichiarato che i Ti9betani provenienti dalla Cina e la cui richiesta di asilo è stata respinta non vengono rimpatriati, proprio perché rischiano conseguenze, Ciò vale anche per chi appartiene alla minoranza Uigura, perseguitata in patria.

 

L'accordo scade a dicembre,ed entrami i paesi vorrebbero prolungare questa cooperazione. Un'eventualità che non piace a diversi membri della Commissione di politica estera del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Da parte nostra troviamo scandaloso un simile accordo oltretutto tenuto segreto.

 

La notizia pubblicata dalla "NZZ am Sonntag" è stata confermata a Keystone-ATS dalla Segreteria di stato della migrazione (SEM).

 

agosto 2020

 

 


Il Parlamento Europeo chiede alla Cina il rispetto dei diritti in Tibet

Il Parlamento Europeo, ha approvato a maggioranza giovedi 18 gennaio una risoluzione con la quale invita la Cina al rispetto delle disposizioni della propria costituzione che garantiscono i diritti dei tibetani e di altri cittadini cinesi alla libertà di espressione e parola,alla libertà di associazione e religione, incluso il diritto di criticare o protestare contro  la politica del governo.

La risoluzione adottata dal parlamento – l’organo legislativo di Strasburgo, con sede in Francia  composta da 28 Stati membri dell’Unione europea – ha preso in particolare considerazione il caso dell’attivista tibetano Tashi Wangchuk, che ora deve affrontare una pena detentiva di 15 anni,  difensore del diritto dei tibetani a studiare ed esprimersi nella loro lingua e per questo accusato di “incitamento al separatismo”.

Inoltre, è stata posta particolare attenzione al monaco tibetano Choekyi, imprigionato nel 2015 per aver festeggiato il compleanno del leader spirituale il Dalai Lama. Il Parlamento europeo ha chiesto il rilascio “immediato e incondizionato” di entrambi gli uomini.

In un’intervista a RFA , Michaela Sojdorva, vicepresidente della delegazione ceca del gruppo del Partito popolare europeo e coautore della risoluzione, ha dichiarato:

“Siamo sinceramente molto preoccupati per la vita di questi uomini”, sottolineando che Choekyi in particolare, in carcere è in condinzioni di salute precarie.

Parlando per telefono, Sojdorva ha ripetuto la richiesta del parlamento inviata a Pechino di impegnarsi in colloqui con il Dalai Lama volti a risolvere pacificamente la questione del Tibet e che il parlamento ha osservato nella sua risoluzione che la legge penale cinese “viene violata per perseguitare i tibetani e Buddisti, le cui attività religiose sono equiparate al separatismo”.

“Ribadiamo la richiesta al governo della Repubblica popolare cinese di impegnarsi con Sua Santità il Dalai Lama attraverso il dialogo e la negoziazione al fine di garantire al Tibet un’autentica autonomia nel quadro della costituzione della Repubblica popolare cinese “.

“Esortiamo le autorità cinesi a rilasciare immediatamente tutti i difensori dei diritti umani e chiediamo al governo cinese di rispettare la propria costituzione, in particolare per quanto riguarda la protezione delle minoranze etniche nazionali”

“Invitiamo l’Unione europea a sollevare regolarmente la questione delle violazioni dei diritti umani in Cina nei suoi dialoghi con il paese, il parlamento ha mostrato “una voce forte, chiara e unitaria “.

Nella risoluzione viene affermato che:

“La Cina ha scelto di salvaguardare i diritti umani sottoscrivendo una vasta gamma di trattati internazionali sui diritti umani “

“Il Parlamento europeo chiede, pertanto,  il dialogo con la Cina per far rispettare tali impegni”.

Radio Free Asia,18/01/2018

Traduzione Laogai Research Foundation Italia Onlus

 


Onsernone e Ladakh

Gemellaggio FARINA BONA E TSAMPA



Distrutta Larung Gar, l'accademia buddista tibetana


Larung Gar era fino a pochi mesi fa il centro del buddismo tibetano più grande al mondo. Entro settembre 2017 il governo cinese ha deciso di spostare circa 10'000 monaci che qui risiedevano e studiavano.

La drammatica demolizione di Larung Gar è un grave abuso che non rispetta la Convenzione dei Diritti Umani.  I monaci e le monache, che  hanno reso Larung Gar la loro casa, sono impediti dallo stato di praticare la loro religione. In segno di protesta ci sono stati già diversi suicidi

Larung Gar, fondato da Khenpo Jigme Phuntstok, è un centro altamente rispettato e iconico del buddismo tibetano, noto in tutto il mondo per i suoi insegnamenti. È di importanza incommensurabile in termini di lingua, cultura e religione tibetana e dovrebbe essere un tesoro culturale protetto.

 

 

Il parlamento EU e il Tibet sono alla base della risoluzione approvata dall’organo dell’Unione Europea il 15 dicembre con numero 2016/3026. Questo documento tratta del difficile rapporto fra la Cina e il popolo Tibetano e in particolare del caso legato alla demolizione dell’Accademia buddista tibetana Larung Gar. La risoluzione si apre con i dovuti rifermenti sia a quanto prodotto negli anni sia dal rapporto fra l’Unione Europea e le parti in causa, cioè la Cina stessa e il Governo Tibetano in Esilio, che di tutte le fonti e le discipline che riguardano gli attori in causa e le loro relazioni dirette. Si tratta di fondamenti tratti sin dalla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 per proseguire coi continui contatti e accordi diplomatici internazionali che riguardano le parti di queste vicende e che evidenziano in particolare la funzione mediatrice e propositiva dell’Unione Europea.(fonte Aref: http://www.arefinternational.org/il-parlamento-eu-e-laccademia-larung-gar-in-tibet/ )

 


 

Non lasciamo che il TIBET e la sua cultura vengano cancellati dalla faccia della terra per meri interessi della finanza e dell'economia. Non lasciamoci prendere in ostaggio da chi non rispetta le fondamenta dei Diritti Umani.

 

 

 

Presidente cinese Xi Jinping è invitato al Forum economico mondiale (WEF) di Davos il 17 gennaio 2017. Ciò rappresenta una preziosa opportunità e l'obbligo per il governo svizzero e per gli organizzatori del WEF di parlare con il presidente cinese sui principi umani di base - inclusi i diritti umani - che dovrebbero governare le relazioni economiche e politiche tra la Svizzera e la Cina.

 

Tramite  questa petizione desideriamo chiedere al Parlamento svizzero, al Governo svizzero e ala Presidenza WEF di accogliere tutti i punti menzionati nella nostra petizione per quanto riguarda i seguenti aspetti e si faccia il possibile affiché:

1. si aboliscano i campi di lavoro forzati Laogai

2. si interrompa lo sfruttamento delle risorse naturali e idriche del Tibet

3. si garantisca la libertà generale del movimento, di espressione e informazione

4. si garantisca la libertà del popolo tibetano, il popolo Uighuri nonché i diritti umani fondamentali delle nazionalità etniche in Cina

5. si rispettino le clausole generali dei diritti umani e del lavoro internazionale standard all'interno della esecuzione dell'accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Repubblica popolare cinese

 

La petizione dettagliata la trovi cliccando qua

 




S.S. il Dalai Lama sarà a Zurigo il 14 ottobre 2016 per gli insegnamenti e la cerimonia di lunga vita


 

Il simbolismo della Bandiera Nazionale Tibetana

 

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13.07.2015 /Mianyang (AsiaNews) – È morto nella notte il monaco tibetano Tenzin Delek Rinpoche, simbolo della lotta per la liberazione del Tibet. Tenzin, 65enne, stava scontando da 13 anni una condanna all’ergastolo nella prigione di Mianyang, nella provincia di Sichuan. Il religioso soffriva da tempo di problemi cardiaci che, secondo gruppi per i diritti umani, non sono mai stati curati dai suoi carcerieri.

Una fonte tibetana di Radio Free Asia, riferisce che “la polizia cinese ha informato i parenti delle sue condizioni di salute critiche, ma quando essi si sono precipitati a visitarlo gli è stato detto che era già morto”. Un’altra fonte afferma che il corpo del monaco non è stato reso alla famiglia dopo la morte, avvenuta alle 16 ora locale.

Due parenti del religioso erano a Chengdu, capitale del Sichuan, da più di una settimana nella speranza di poter visitare il loro congiunto sofferente, ma le autorità della prigione non lo hanno permesso.

Tenzin era stato condannato a morte nel dicembre del 2002 insieme all’attivista 28enne Lobsang Dhondup, per un attentato a Chengdu avvenuto nell’aprile dello stesso anno: l’esplosione di una bomba aveva ucciso una persona e ferito una seconda. I funzionari cinesi si sono sempre rifiutati di fare un processo a porte aperte (al contrario di quanto prevede la legge cinese) e di rilasciare il verdetto o gli atti d’accusa.

Lobsang Dhondup è stato giustiziato nel gennaio 2003, mentre la condanna di Tenzin è stata poi commutata in carcere a vita.

In un rapporto pubblicato a due anni dalla fine del processo, l’Osservatorio per i diritti umani (Hrw) ha dichiarato che il procedimento dell’accusa è “errato dal punto di vista procedurale” e che Tenzin Delek Rinpoche è stato accusato per “ostacolare i suoi sforzi per promuovere il buddhismo tibetano e per sviluppare la società tibetana e le sue istituzioni culturali”.

Students for a Free Tibet, organizzazione no profit con sede a New York, ha definito “devastante” la notizia della morte di Tenzin, “un eroe tibetano”, un “venerato maestro di buddhismo tibetano e un coraggioso avvocato della sua gente”, morto “in circostanze sospette”. Il gruppo ha reso noto che “i tibetani residenti in Tibet stanno già chiedendo alle autorità locali la resa del corpo, per poter officiare i riti religiosi buddhisti”.

Riconosciuto negli anni’80 dal Dalai Lama come una lama reincarnato, Tenzin Delek Rinpoche è stato un leader della comunità tibetana e per decenni un sostenitore della preservazione dell’ambiente, della cultura, della religione e dello stile di vita tibetani. Secondo la International Campaign for Tibet (Ict) il monaco è stato incarcerato “per un crimine che non ha mai commesso”.

Nel 2010 i tibetani avevano organizzato una giornata mondiale di mobilitazione per il rilascio del religioso, lanciando una petizione e raccogliendo 40mila firme. Secondo la Ict, “ciascuno dei 40mila firmatari – che hanno accompagnato la firma con la propria impronta digitale in inchiostro rosso – sa che rischia la sua libertà e forse la sua vita per aver parlato a favore di Tenzin Delek Rinpoche”. (www.asianews.it/)


 


Dopo il terremoto gli aiuti giunti grazie alle donazioni degli amici di Ticino Tibet


Lettera della nostra presidente Tashi Albertini dopo il terremoto del 25.04.2015

care amiche, cari amici,
la nostra azione di soccorso per nostri amici nel Nepal è iniziata bene. Ringraziamo di cuore tutti nostri amici in Svizzera, Francia, Oltremare per loro donazioni generose e per la compassione e sostegno della popolazione in Nepal. Grazie anche alla solidarietà riescono sopravvenire coraggiosamente questi tempi difficili, tempi di dolore per la perdita dei membri della famiglia e degli amici, vivere giornalmente le scosse di assestamento e le condizioni di vita precaria. Oggi tutto il dramma si è accentuato con un’altro sisma della stessa potenza come quello del 25 aprile. Che prova per la povera popolazione!
Ho potuto raggiungere la mia famiglia a Kathmandu e sono sollevata che tutti stanno bene. Mia sorella Dikila e suo marito Jhampala erano in città Kathmandu per coordinare il nostro aiuto. Erano a Thamel, quartiere famoso in città quando si è sentito il terremoto. C’era un grande chaos di persone disperate. Erano preparati per scosse quotidiane di assestamento, però quello odierno era di nuovo molto violento: altre case sono crollate e si lamentano vittime in città, del centro sismico, vicino alla frontiera con il Tibet a nord-est di Kathmandu, non si hanno ancora notizie.
Ai nostri amici vorrei richiamare l’attenzione che dal 1959 all’occasione dell’occupazione cinese del Tibet, i rifiugiati tibetani si sono insediati anche ne Nepal. L’aiuto svizzero per rifugiati sotto l’agenzia SAT ha realizzato numerosi progetti con i rifugiati tibetani e ancora oggi esistono campi di rifugiati tibetani nel Mustang, a Pokhara, a Kathmandu. Nella capitale esistono ancora fabbriche di tappeti tibetani fondati in quella epoca. La zona attorno il grande stupa di Bauddhanath è animato della presenza dei monasteri tibetani e dei Tibetani che si sono istallati nel quartiere. Nella regione himalayana la popolazione ha parentele e radici culturali tibetane - questo è nostro legame con il Nepal e con i Nepalesi. Tante famiglie sono buddiste e frequentano i luoghi sacri buddisti : monasteri in centro e attorno Kathmandu. Spesso, come era usanza nel Tibet, un membro della famiglia entra nel monastero per ricevere una educazione gratuita e una buona formazione.
Per questi giovani e loro famiglie ci impegniamo. Manjushri Dechen Buddhist Learning Center ( MDBLC) è una scuola monastica sotto la guida del defunto Drubthob Rinpoche con oltre 50 ragazzi dell’area Langtang e Rasura. Il terremoto ha portato tanto dolore alle loro famiglie e alcuni sono diventati orfani.Il segretario della scuola Ngawang Sangpo (ex allievo) ha perso tutta la sua famiglia nel Langtang. La sorella di S.S. Dalai Lama, Mrs Jetsun Pema la, al momento in visita in Svizzera, sul mio rapporto della situazione ha spontaneamente offerto di accogliere gli orfani nelle scuole TCV/SOS villaggi dei bambini.
Che buone notizie! Che bella proposta e offerta per gli orfani. Naturalmente bisogna ancora fare delle ricerche e dei chiarimenti.
Mia sorella ha informato che oltre 80 persone sono state evacuate con un volo speciale dal Langtang. Sono stati portati al Langtang Relief Center del monastero di Gosok Rinpoche a Kathmandu. L’aiuto e l’assistenza sono coordinati dal Tibetan Welfare Center. Il Welfare Center è una istituzione ufficiale del governo tibetano in esilio per la comunità tibetana nel Nepal. Di questo ufficio saranno distribuiti gli aiuti materiali e finanziare del Governo in esilio, dell’ufficio privato di SS Dalai Lama, dei Tibetani da tutto il mondo. Mia sorella Diki ha fatto i contatti e richiesto il coordinamento per nostri aiuti (TicinoTibet, Graines d’Avenir, Aide-aux-enfants tibetains). Riceviamo i rapporti e resoconti dei fondi distributi con tutta la trasparenza necessaria.
Care amiche, cari amici, con queste righe vi raccomando il nostro impegno all’aiuto autentico e diretto per nostri amici nepalesi provati della tragedia dei terremoti e vi chiedo un ulteriore sostegno generoso.
Grazie di cuore!


Associazione TicinoTibet
Tashi




Immagini della popolazione di Langtang dopo il terremoto


10 marzo 2015 a Zurigo


Tulku Tenzin Delek Tinpoche
Tulku Tenzin Delek Tinpoche

Il lama buddhista stava scontando da 13 anni una condanna all’ergastolo per un crimine mai commesso. Le sue condizioni di salute erano gravi da tempo, ma nessuno lo ha curato. Cordoglio di tutto il mondo tibetano per il “venerato maestro”, morto “in circostanze sospette”.


È morto in prigione Tenzin Delek Rinpoche, “eroe tibetano” e difensore della sua gente


Svizzera e diritti umani quo vadis?

Proprio un giorno prima della “giornata mondiale dei diritti umani”, istituita dall’ONU, il 9 dicembre, il Consiglio Nazionale dovrà esprimersi sull’accordo commerciale fra Svizzera e Cina.

Alcune associazioni, tra cui Ticino Tibet,  e ONG del nostro paese hanno criticato questo accordo poiché la questione dei diritti umani e dell’ambiente, non rispettati dal colosso economico cinese, viene blandamente citata nel preambolo dell’accordo, e dunque non è per nulla vincolante.

“La promozione dei diritti dell'uomo è un obiettivo della politica estera della Svizzera” si legge nel sito dell’amministrazione federale. La Svizzera e la Cina hanno avviato il dialogo sui diritti dell’uomo nel 1991.  L’obiettivo era di ottenere un miglioramento duraturo della protezione dei diritti dell'uomo. Sono trascorsi ben 22 anni e di strada se ne è fatta ben poca.

Per poter commerciare con la massima libertà economica noi svizzeri vogliamo calpestare le libertà civili, i diritti umani, vogliamo sfruttare esseri umani, distruggere l’ambiente tanto tutto ciò succede lontano dai nostri occhi e allora non ce ne sentiamo responsabili ?

In Cina, si sa che quotidianamente sistematicamente sono violati i diritti umani. La persecuzione contri i credenti di tutte le religioni e negli ultimi anni uno spietato accanimento contro i Falung Gong internati a migliaia nei tristemente famosi Laogai, la repressione violenta dei movimenti che chiedono la tutela dei diritti civili e delle minoranze etniche, tra cui le deportazioni forzate di intere popolazioni, gli aborti e le sterilizzazioni forzate, le esecuzioni di massa, il traffico di organi di condannati a morte, lo sfruttamento dei bambini sottoposti a lavori forzati, la repressione politica, senza sottovalutare l’inquinamento ambientale che si aggrava sempre più con conseguenze climatiche per l’intero globo. Ecco quanto noi Svizzeri sosterremo firmando un simile accordo. Il governo lo deve rinviare al mittente, pretendendo di inserire una clausola sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente,  con la possibilità di sanzioni e di meccanismi di sorveglianza efficaci per far rispettare queste disposizioni.

Ma forse la Svizzera è troppo debole per dettare alla Cina delle disposizioni vincolanti.

 

 Francesca Machado

 

Vice-presidente Ticino Tibet


Accordo commerciale Svizzera-Cina

Puoi scaricare l'esempio di lettera qua sotto

 

  1.   Scegli un Consigliere o Consigliera Nazionale di riferimento.
  2. Se possibile, un politico PPD, PLR, PBD, UDC.
  3. Completa la lettera a mano aggiungendo il tuo indirizzo, luogo e data ed un appellativo rispettoso.
  4. Per favore firma la lettera con una formula di saluto gentile. I PS sono permessi!

Esempi per i PS:

“PS: Sino ad oggi ho sempre ritenuto che Lei fosse un politico vicino alla gente, onorando i valori svizzeri!”

“PS: Per favore si ricordi che la Svizzera ed il Tibet sono sempre stati uniti da una grande amicizia”

“PS: Per favore prenda sul serio le nostre preoccupazioni”

 

“PS: La prego di farmi sapere come ha votato.”

 

Se vuoi ricevere il modello in formato word scrivi a

machado(at)ticino.com

 

  

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Modello lettera contro accordo Svizzera Cina
Modello lettera contro accordo Cina Sviz
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