TICINO TIBET

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Anche Ticino Tibet seguirà il 

 

69° Film Festival di Locarno 

 

Dal 3 al 13 agosto 2016 

 

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OPEN DOORS

Per gli amanti dell’Asia, anche quest’anno il 69° Festival del Film di Locarno proporrà nella sezione Open Doors, con il sostegno della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri, delle selezioni provenienti da Nepal, Buthan, Balglaseh e Myanmar, offrendo  spazio a registi emergenti.

 

 Pardo d'onore a Alejandro Jodorowsky

 

 

Illustre ospite del Festival sarà il cineasta, scrittore, poeta e artista Alejandro Jodorowsky sarà premiato con un Pardo d’onore Swisscom al 69° Festival del film Locarno. 

 

 

 

 

 

 

S.S. il Dalai Lama sarà a Zurigo il 14 ottobre 2016 per gli insegnamenti e la cerimonia di lunga vita

 

Il simbolismo della Bandiera Nazionale Tibetana

 

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13.07.2015 /Mianyang (AsiaNews) – È morto nella notte il monaco tibetano Tenzin Delek Rinpoche, simbolo della lotta per la liberazione del Tibet. Tenzin, 65enne, stava scontando da 13 anni una condanna all’ergastolo nella prigione di Mianyang, nella provincia di Sichuan. Il religioso soffriva da tempo di problemi cardiaci che, secondo gruppi per i diritti umani, non sono mai stati curati dai suoi carcerieri.

Una fonte tibetana di Radio Free Asia, riferisce che “la polizia cinese ha informato i parenti delle sue condizioni di salute critiche, ma quando essi si sono precipitati a visitarlo gli è stato detto che era già morto”. Un’altra fonte afferma che il corpo del monaco non è stato reso alla famiglia dopo la morte, avvenuta alle 16 ora locale.

Due parenti del religioso erano a Chengdu, capitale del Sichuan, da più di una settimana nella speranza di poter visitare il loro congiunto sofferente, ma le autorità della prigione non lo hanno permesso.

Tenzin era stato condannato a morte nel dicembre del 2002 insieme all’attivista 28enne Lobsang Dhondup, per un attentato a Chengdu avvenuto nell’aprile dello stesso anno: l’esplosione di una bomba aveva ucciso una persona e ferito una seconda. I funzionari cinesi si sono sempre rifiutati di fare un processo a porte aperte (al contrario di quanto prevede la legge cinese) e di rilasciare il verdetto o gli atti d’accusa.

Lobsang Dhondup è stato giustiziato nel gennaio 2003, mentre la condanna di Tenzin è stata poi commutata in carcere a vita.

In un rapporto pubblicato a due anni dalla fine del processo, l’Osservatorio per i diritti umani (Hrw) ha dichiarato che il procedimento dell’accusa è “errato dal punto di vista procedurale” e che Tenzin Delek Rinpoche è stato accusato per “ostacolare i suoi sforzi per promuovere il buddhismo tibetano e per sviluppare la società tibetana e le sue istituzioni culturali”.

Students for a Free Tibet, organizzazione no profit con sede a New York, ha definito “devastante” la notizia della morte di Tenzin, “un eroe tibetano”, un “venerato maestro di buddhismo tibetano e un coraggioso avvocato della sua gente”, morto “in circostanze sospette”. Il gruppo ha reso noto che “i tibetani residenti in Tibet stanno già chiedendo alle autorità locali la resa del corpo, per poter officiare i riti religiosi buddhisti”.

Riconosciuto negli anni’80 dal Dalai Lama come una lama reincarnato, Tenzin Delek Rinpoche è stato un leader della comunità tibetana e per decenni un sostenitore della preservazione dell’ambiente, della cultura, della religione e dello stile di vita tibetani. Secondo la International Campaign for Tibet (Ict) il monaco è stato incarcerato “per un crimine che non ha mai commesso”.

Nel 2010 i tibetani avevano organizzato una giornata mondiale di mobilitazione per il rilascio del religioso, lanciando una petizione e raccogliendo 40mila firme. Secondo la Ict, “ciascuno dei 40mila firmatari – che hanno accompagnato la firma con la propria impronta digitale in inchiostro rosso – sa che rischia la sua libertà e forse la sua vita per aver parlato a favore di Tenzin Delek Rinpoche”. (www.asianews.it/)


 

Dopo il terremoto gli aiuti giunti grazie alle donazioni degli amici di Ticino Tibet

Lettera della nostra presidente Tashi Albertini dopo il terremoto del 25.04.2015

care amiche, cari amici,
la nostra azione di soccorso per nostri amici nel Nepal è iniziata bene. Ringraziamo di cuore tutti nostri amici in Svizzera, Francia, Oltremare per loro donazioni generose e per la compassione e sostegno della popolazione in Nepal. Grazie anche alla solidarietà riescono sopravvenire coraggiosamente questi tempi difficili, tempi di dolore per la perdita dei membri della famiglia e degli amici, vivere giornalmente le scosse di assestamento e le condizioni di vita precaria. Oggi tutto il dramma si è accentuato con un’altro sisma della stessa potenza come quello del 25 aprile. Che prova per la povera popolazione!
Ho potuto raggiungere la mia famiglia a Kathmandu e sono sollevata che tutti stanno bene. Mia sorella Dikila e suo marito Jhampala erano in città Kathmandu per coordinare il nostro aiuto. Erano a Thamel, quartiere famoso in città quando si è sentito il terremoto. C’era un grande chaos di persone disperate. Erano preparati per scosse quotidiane di assestamento, però quello odierno era di nuovo molto violento: altre case sono crollate e si lamentano vittime in città, del centro sismico, vicino alla frontiera con il Tibet a nord-est di Kathmandu, non si hanno ancora notizie.
Ai nostri amici vorrei richiamare l’attenzione che dal 1959 all’occasione dell’occupazione cinese del Tibet, i rifiugiati tibetani si sono insediati anche ne Nepal. L’aiuto svizzero per rifugiati sotto l’agenzia SAT ha realizzato numerosi progetti con i rifugiati tibetani e ancora oggi esistono campi di rifugiati tibetani nel Mustang, a Pokhara, a Kathmandu. Nella capitale esistono ancora fabbriche di tappeti tibetani fondati in quella epoca. La zona attorno il grande stupa di Bauddhanath è animato della presenza dei monasteri tibetani e dei Tibetani che si sono istallati nel quartiere. Nella regione himalayana la popolazione ha parentele e radici culturali tibetane - questo è nostro legame con il Nepal e con i Nepalesi. Tante famiglie sono buddiste e frequentano i luoghi sacri buddisti : monasteri in centro e attorno Kathmandu. Spesso, come era usanza nel Tibet, un membro della famiglia entra nel monastero per ricevere una educazione gratuita e una buona formazione.
Per questi giovani e loro famiglie ci impegniamo. Manjushri Dechen Buddhist Learning Center ( MDBLC) è una scuola monastica sotto la guida del defunto Drubthob Rinpoche con oltre 50 ragazzi dell’area Langtang e Rasura. Il terremoto ha portato tanto dolore alle loro famiglie e alcuni sono diventati orfani.Il segretario della scuola Ngawang Sangpo (ex allievo) ha perso tutta la sua famiglia nel Langtang. La sorella di S.S. Dalai Lama, Mrs Jetsun Pema la, al momento in visita in Svizzera, sul mio rapporto della situazione ha spontaneamente offerto di accogliere gli orfani nelle scuole TCV/SOS villaggi dei bambini.
Che buone notizie! Che bella proposta e offerta per gli orfani. Naturalmente bisogna ancora fare delle ricerche e dei chiarimenti.
Mia sorella ha informato che oltre 80 persone sono state evacuate con un volo speciale dal Langtang. Sono stati portati al Langtang Relief Center del monastero di Gosok Rinpoche a Kathmandu. L’aiuto e l’assistenza sono coordinati dal Tibetan Welfare Center. Il Welfare Center è una istituzione ufficiale del governo tibetano in esilio per la comunità tibetana nel Nepal. Di questo ufficio saranno distribuiti gli aiuti materiali e finanziare del Governo in esilio, dell’ufficio privato di SS Dalai Lama, dei Tibetani da tutto il mondo. Mia sorella Diki ha fatto i contatti e richiesto il coordinamento per nostri aiuti (TicinoTibet, Graines d’Avenir, Aide-aux-enfants tibetains). Riceviamo i rapporti e resoconti dei fondi distributi con tutta la trasparenza necessaria.
Care amiche, cari amici, con queste righe vi raccomando il nostro impegno all’aiuto autentico e diretto per nostri amici nepalesi provati della tragedia dei terremoti e vi chiedo un ulteriore sostegno generoso.
Grazie di cuore!


Associazione TicinoTibet
Tashi



Immagini della popolazione di Langtang dopo il terremoto

10 marzo 2015 a Zurigo

Tulku Tenzin Delek Tinpoche
Tulku Tenzin Delek Tinpoche

Il lama buddhista stava scontando da 13 anni una condanna all’ergastolo per un crimine mai commesso. Le sue condizioni di salute erano gravi da tempo, ma nessuno lo ha curato. Cordoglio di tutto il mondo tibetano per il “venerato maestro”, morto “in circostanze sospette”.


È morto in prigione Tenzin Delek Rinpoche, “eroe tibetano” e difensore della sua gente

Svizzera e diritti umani quo vadis?

Proprio un giorno prima della “giornata mondiale dei diritti umani”, istituita dall’ONU, il 9 dicembre, il Consiglio Nazionale dovrà esprimersi sull’accordo commerciale fra Svizzera e Cina.

Alcune associazioni, tra cui Ticino Tibet,  e ONG del nostro paese hanno criticato questo accordo poiché la questione dei diritti umani e dell’ambiente, non rispettati dal colosso economico cinese, viene blandamente citata nel preambolo dell’accordo, e dunque non è per nulla vincolante.

“La promozione dei diritti dell'uomo è un obiettivo della politica estera della Svizzera” si legge nel sito dell’amministrazione federale. La Svizzera e la Cina hanno avviato il dialogo sui diritti dell’uomo nel 1991.  L’obiettivo era di ottenere un miglioramento duraturo della protezione dei diritti dell'uomo. Sono trascorsi ben 22 anni e di strada se ne è fatta ben poca.

Per poter commerciare con la massima libertà economica noi svizzeri vogliamo calpestare le libertà civili, i diritti umani, vogliamo sfruttare esseri umani, distruggere l’ambiente tanto tutto ciò succede lontano dai nostri occhi e allora non ce ne sentiamo responsabili ?

In Cina, si sa che quotidianamente sistematicamente sono violati i diritti umani. La persecuzione contri i credenti di tutte le religioni e negli ultimi anni uno spietato accanimento contro i Falung Gong internati a migliaia nei tristemente famosi Laogai, la repressione violenta dei movimenti che chiedono la tutela dei diritti civili e delle minoranze etniche, tra cui le deportazioni forzate di intere popolazioni, gli aborti e le sterilizzazioni forzate, le esecuzioni di massa, il traffico di organi di condannati a morte, lo sfruttamento dei bambini sottoposti a lavori forzati, la repressione politica, senza sottovalutare l’inquinamento ambientale che si aggrava sempre più con conseguenze climatiche per l’intero globo. Ecco quanto noi Svizzeri sosterremo firmando un simile accordo. Il governo lo deve rinviare al mittente, pretendendo di inserire una clausola sul rispetto dei diritti umani e dell’ambiente,  con la possibilità di sanzioni e di meccanismi di sorveglianza efficaci per far rispettare queste disposizioni.

Ma forse la Svizzera è troppo debole per dettare alla Cina delle disposizioni vincolanti.

 

 Francesca Machado

 

Vice-presidente Ticino Tibet

Accordo commerciale Svizzera-Cina

Puoi scaricare l'esempio di lettera qua sotto

 

  1.   Scegli un Consigliere o Consigliera Nazionale di riferimento.
  2. Se possibile, un politico PPD, PLR, PBD, UDC.
  3. Completa la lettera a mano aggiungendo il tuo indirizzo, luogo e data ed un appellativo rispettoso.
  4. Per favore firma la lettera con una formula di saluto gentile. I PS sono permessi!

Esempi per i PS:

“PS: Sino ad oggi ho sempre ritenuto che Lei fosse un politico vicino alla gente, onorando i valori svizzeri!”

“PS: Per favore si ricordi che la Svizzera ed il Tibet sono sempre stati uniti da una grande amicizia”

“PS: Per favore prenda sul serio le nostre preoccupazioni”

 

“PS: La prego di farmi sapere come ha votato.”

 

Se vuoi ricevere il modello in formato word scrivi a

machado(at)ticino.com

 

  

Modello lettera contro accordo Svizzera Cina
Modello lettera contro accordo Cina Sviz
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